Siete in Chiesa di S. Maria e S. Siro ›La storia

Il trattato di pace

Nel medioevo ed oltre Sale fu per lungo tempo una sorta di avamposto di Pavia alle porte di Tortona. Non bisogna infatti ignorare che il paese, per la sua posizione sul Po, era maggiormente rivolto verso la Lomellina e quindi verso Pavia. Diventato un castrum di Tortona, risulta citato per la prima volta in un atto del 23 gennaio 1029 allorché Gerardo, diacono, professante la legge longobarda vendette al marchese Ugo di Oberto, conte di Tortona, alcune corti che costituivano parte dell’eredità obertenga, tra cui la località Sala roderadi cum castro. Inoltre il paese già dal 1035 apparteneva agli Estensi d’Italia per passare poi agli Estensi di Baviera. Si legò così, anche militarmente, a questi signori che servivano gli interessi dell’imperatore Federico di Hohenstaufen detto il Barbarossa. Quando costui venne in Italia per ripristinare l’autorità centrale dell’impero e dare protezione al papato e ai feudatari minacciati dalla nascente borghesia dei Comuni, andarono da lui, a Piacenza, vescovi, duchi, conti, marchesi e consoli comunali a perorare ciascuno la propria causa.

Tortona era rappresentata dai suoi consoli e venne accusata dai pavesi di aver assalito i castelli di Pavia e di aver imprigionato cittadini pavesi. Essa non volle accettare ciò che l’imperatore le ordinava, ossia di rilasciare i prigionieri, non essere più alleata del Comune di Milano e abolire addirittura il proprio Comune. Barbarossa si vendicò del rifiuto di Tortona assediandola e lasciandola, dopo la caduta della città ormai privata anche dell’acqua, al terribile saccheggio dei pavesi e dei soldati imperiali che la misero a ferro e fuoco.

Sale, che in alcune cronache dell’epoca viene definito “Municipio pavese”, apparteneva allo schieramento fedele all’imperatore, al punto che venne coinvolto anche in operazioni militari: si veda, ad esempio, l’episodio, riportato da molti storici, dell’assalto dei Milanesi e Tortonesi al borgo, il 19 maggio 1155, culminato in scontri nelle campagne in una località poi indicata, secondo lo Stramesi, come Malasorte: “… tutti i cavalieri ed anche molti fanti delle predette quattro porte andarono a Sale per prenderla; ma i contadini ed i pochi cavalieri, che erano in quel paese, si difesero così eroicamente che i Milanesi non poterono neanche prendere il villaggio; tornarono a Tortona dopo che molti furono feriti da entrambe le parti”.

Le battaglie fra Pavia e Tortona durarono per undici anni, nel corso di quali si ebbero varie vicende: ad esempio nel 1163 le mura di Tortona vennero distrutte mentre l’8 agosto 1164 furono concessi a Pavia, da Federico Barbarossa, molti luoghi prima appartenenti a Tortona.

Sostanzialmente, quindi, le vicende dell’accesissima rivalità fra Tortona e Pavia vanno inquadrate nel lungo periodo delle guerre tra imperatore e comuni della Lega Lombarda in cui fu coinvolto anche Sale in quanto municipio pavese, sino alla pace del 1165, stipulata nella chiesa di Santa Maria e San Siro di Sale, e consistente in una sorta di armistizio fra i due Comuni.